ALLERGOLOGIA
Le tecniche
Che cos'è l'allergologia
Prick Test
Si tratta di test di ipersensibilità immediata che svelano la presenza di anticorpi IgE nei confronti dell’allergene testato. Con questa metodica vengono testati alimenti, inalanti, farmaci, veleno di imenotteri. Se è presente un’allergia si avrà un legame antigene-anticorpo e una reazione con la classica triade di Lewis: eritema (rossore), edema (gonfiore), e prurito che caratterizzano il tipico POMFO. La stessa reazione si produce anche per istamino-liberazione diretta da parte dei mastociti con applicazione di fosfato di codeina o istamina.

Si applica una goccia dell’allergene (alimentare o inalatorio) sulla cute e si “pizzica” tramite una lancetta monouso attraverso la goccia stessa in maniera da mettere in contatto l’allergene con i mastociti cutanei. I test vengono eseguiti preferibilmente a livello della regione volare dell’avambraccio e sul dorso.

La reattività cutanea individuale viene valutata con l’applicazione di un controllo positivo (istamina o fosfato di codeina) che darà una reazione più meno importante e di un controllo negativo (soluzione acquosa). La reazione cutanea si sviluppa a partire dai primi minuti e raggiunge un massimo ai venti minuti circa. La positività è valutata sulla base delle dimensioni del pomfo e del confronto con il controllo positivo. Non è sufficiente un test positivo per far diagnosi di allergia!!! E’ necessario che vi sia pertinenza clinica fra test e sintomi riferiti dal paziente ed eventualmente confermare la diagnosi con il dosaggio delle IgE specifiche (RAST).

Patch Test
Si tratta di test di ipersensibilità ritardata per la diagnosi delle Dermatiti Allergiche da Contatto (DAC) che si basa sul principio della riproduzione a livello cutaneo della lesione tipica della ipersensibilità ritardata: l’eczema. Gli allergeni vengono applicati sul dorso attraverso dei pannelli e coperti con dei cerotti che vanno tenuti 48 ore. La lettura del test avviene a 48 e 72 ore. I pazienti devono aver sospeso trattamenti che possano interferire con il risultato, in particolare corticoterapia locale o sistemica.

Vengono utilizzati gli allergeni standard più utilizzati (batteria europea) oppure allergeni particolari in funzione della professione o esposizione (serie parrucchieri, serie odontoiatrica...). Anche in questo caso un test positivo significa sensibilizzazione ma non necessariamente allergia, cioè malattia, vi deve essere pertinenza fra storia clinica riferita dal paziente e risultato del test.

Atopy Patch Test
I pazienti affetti da Dermatite Atopica possono andare incontro a riacutizzazioni di malattia in seguito alla esposizione ad allergeni alimentari o inalatori. Gli Atopy patch test sono utilizzati in tali pazienti allo scopo di identificare fattori aggravanti la malattia. Vengono applicati sulla cute per 48 ore e la ettura avvieen a 48 e 72 ore secondo i criteri della ETFAD (European Task Force on Atopic Dermatitis).

Spirometria
La spirometria è un esame semplice e non invasivo eseguito con uno strumento detto appunto spirometro, che misura i flussi di aria che vengono mobilizzati dal paziente durante la respirazione. Permette la diagnosi di patologie ostruttive (asma, enfisema, BPCO) o restrittive (fibrosi idiopatica, interstiziopatie). Il collegamento allo spirometro avviene attraverso un boccaglio monouso provvisto di filtro antibatterico.

Il paziente deve, se possibile, sospendere farmaci anti-asmatici, soprattutto broncodilatatori spray o per aerosol nelle 8-12 ore prima della prova. La spirometria deve essere eseguita in condizioni ideali da seduti con i 2 piedi nel pavimento , liberando eventuali costrizioni nell’abbigliamento, con applicazione di uno stringinaso per evitare perdita di aria dal naso. La spirometria di base si suddivide in una fase lenta ed una fase forzata.

Inizialmente il paziente respira tranquillamente “a volume corrente” per alcuni secondi poi inspira profondamente e lentamente per riempire completamente i polmoni ed espira gradualmente fino a svuotarli del tutto: questa manovra rappresenta la fase lenta ed è fondamentale per misurare la capacità vitale e i cosiddetti volumi statici.

La fase forzata prevede un’inspirazione massimale seguita da un’espirazione forzata. Tale manovra, fondamentale per il riscontro di un’ostruzione bronchiale, deve essere molto energica, con inizio “brusco” e portare allo svuotamento completo dei polmoni. Per considerare attendibile la prova è necessario ripetere la manovra almeno 3 volte.

Test di Reversibilità Bronchiale
Il test di reversibilità farmacologica è un esame di funzionalità respiratoria, comunemente impiegato a completamento dell’esame spirometrico per valutare le variazioni del calibro delle vie aeree prodotte da farmaci broncodilatatori. Il test di reversibilità farmacologica prevede la somministrazione per spray di 2 puff di un broncodilatatore a breve durata d’azione (es. Ventolin) e la ripetizione della spirometria forzata dopo 20 minuti circa.

Il test è facilmente eseguibile in ambulatorio ed è di notevole importanza nella pratica clinica come ausilio diagnostico e prognostico nelle patologie ostruttive delle vie aeree.
"La bellezza di una persona giovane e' un caso della natura
mentre la bellezza di una persona matura rappresenta un'opera d'arte". (Elanor Roosevelt)